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2.7.09

Vacanze Isole Eolie


Dove trascorrere le vacanze sicilia. Questa può essere la domanda che ci si pone se si sceglie di visitare questa meravigliosa isola. Una bella risposta sono le Isole Eolie, le sette perle del Mediterraneo. Un arcipelago di sette isole di grande fascino (Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano), disseminate lungo la costa nord orientale della Sicilia e sparse come a formare una grande Y di cui Vulcano è l'estremità più bassa e Alicudi e Stromboli le due punte rispettivamente a ovest e a est. Secondo la leggenda il Dio Eolo, dio dei venti, che qui trovò riparo e governò una colonia, ha dato il nome alle isole.

Per la loro origine vulcanica e le singolari caratteristiche che ciò comporta - basti pensare che Stromboli e Vulcano sono due vulcani attivi e che sono presenti vari fenomeni di vulcanismo secondario - nel 2000 l'Unesco le ha dichiarate patrimonio dell'Umanità. Oggi sono ai primi posti tra le mete turistiche siciliane per la loro bellezza selvaggia e la loro natura unica, caratterizzate da aspre montagne, coni fumanti, un magnifico mare blu intenso, una vegetazione rigogliosa (il suolo vulcanico è particolarmente fertile) e una ricca fauna marina.

Anche se accomunate dall'origine vulcanica – per la precisione sono state create da successive eruzioni vulcaniche - queste isole plasmate dalla forza del fuoco mostrano una straordinaria varietà paesaggistica che spazia dal bianco della pietra pomice, al verde delle coltivazioni di vite e macchia mediterranea, al nero dell'ossidiana, che veniva estratta e utilizzata per costruire utensili sin dalla preistoria.

L'unico modo per arrivare alle Isole Eolie è via mare (o in elicottero). Il porto di partenza principale è quello di Milazzo, ma esistono collegamenti con minor frequenza e regolarità da Messina, Palermo e Napoli. Una volta sulle isole il modo migliore per spostarsi è usare uno scooter.

Lipari è la più grande e popolosa delle isole e dal punto di vista amministrativo estende il suo territorio a tutte le altre, eccetto Salina. Arrivando ciò che colpisce è la città alta, chiamata il Castello, con le sue pareti a strapiombo sul mare e le mura che la circondano proteggendo tesori, tra i quali numerose chiese e il Museo Archeologico. Un dedalo di case dipinte con colori pastello che d'estate si riempie di turisti che concentrano la loro vita tra le numerose spiagge (esempi emblematici sono Spiaggia Bianca, Porticello, le cave bianche di pomice di Campobianco) e la parte bassa della città, la Marina Corta in particolare. La scelta di alberghi Lipari è molto ampia, ma occhio ai prezzi e al periodo della vacanza.

Vulcano, poco a sud di Lipari, appare come un imponente cono. Un'isola calda, che accoglie i suoi visitatori con l'odore di zolfo, a cui si fa l'abitudine in fretta però. Anche perché si tratta di una delle tante proprietà benefiche dell'isola, che è un vero e proprio stabilimento termale a cielo aperto. Vicino al Porto Levante, dove attraccano gli aliscafi, si trovano i bagni di fanghi, dove ci si può ricoprire dei benefici fanghi e risciacquare nell'acqua calda. Singolari le spiagge nere, prese letteralmente d'assalto.

Protetta da una riserva naturale, Salina è formata da due coni spenti, il monte Fossa delle Felci e il monte dei Porri. Il nome deriva dalla presenza di una salina ormai chiusa presente presso il borgo di Lingua, lungo la costa meridionale. Divisa in tre comuni (Santa Maria Salina, Malfa e Leni), è un isola molto verde dove, accanto alla vegetazione spontanea, abbondano la vite (magnifica la Malvasia di Salina), l'ulivo e il cappero. I muretti a secco nelle campagne ricordano quanto venisse praticata l'agricoltura in questo fertile terreno vulcanico. Non c'è un turismo di massa e gli hotel Salina sono ancora pochi e di lusso.

Panarea è l'isola più antica e piccola dell'arcipelago. Esclusiva e costosa, se desiderate un ambiente trendy lo trovate qui. Meta vip a partire dagli anni '80, oggi è usanza abituale tra i giovani quella di imbarcarsi la sera dalle altre isole per trascorrere la notte nei locali di Panarea. Tre le frazioni (San Pietro, Ditella e Drauto) collegate tra loro da una rete di stradine incorniciate dalla macchia mediterranea. Tante le calette anche qui, tra cui spiccano Cala dei Zimmari, Cala Junco e Spiaggia della Calcara con le fumarole.

Stromboli, tutelata da una riserva naturale, è la più affascinante delle isole Eolie. È per eccellenza "il vulcano", avendo crateri ancora attivi che attraggono vulcanologi e turisti. Un'isola dalla straordinaria bellezza naturale che deve convivere con la minacciosa presenza del vulcano, che emette di continuo cenere e lapilli. Le colate laviche avvengono soprattutto lungo quella che viene chiamata la Sciara del Fuoco. Si possono fare escursioni sul vulcano accompagnati dalle guide esperte per vederla. Anche qui ci sono spiaggette nere, cineree.

Alicudi e Filicudi sono le estreme propaggini dell'arcipelago, semideserte e quasi inaccessibili. A Filicudi ci sono poche case, quelle di una volta, e gli aliscafi attraccano a Filicudi Porto collegata ad altre due frazioni. È la più selvaggia e graziosa delle isole, con le sue acque cristalline e le grotte profonde, ma è davvero per pochi. Per esplorare insenature e calette qui è meglio usare la barca. Alicudi è addirittura priva di strade. Ci sono solo mulattiere e il mezzo di locomozione è l'asino. È l'isola più sperduta del Mediterraneo, con un solo albergo e due ristoranti. È interessante ma impegnativa l'escursione sulla vetta centrale del Filo dell'Arpa da cui si ammira un bellissimo panorama.


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Laura Boi




Vacanze Lampedusa


L'isola di Lampedusa (comune di Lampedusa-Linosa) fa parte dell'arcipelago delle Pelagie, insieme a Linosa e Lampione, nel Mar Mediterraneo. Poste tra le coste tunisine e siciliane, racchiudono in un unico arcipelago tesori e caratteristiche ambientali che appartengono a due continenti diversi. Proprio per questo motivo sono tutelate dal 2002 da un'area marina protetta, la più meridionale d'Italia.

Di natura calcarea, come la minuscola e disabitata Lampione (Linosa è vulcanica), questa selvaggia e affascinante isola appartiene, insieme alle altre due, alla piattaforma continentale africana ed è l'unico territorio italiano che vanta questa curiosa peculiarità. Fu incrociata dalle rotte di Fenici, Greci, Romani e Arabi che hanno lasciato le loro tracce, ma fu abitata solo a partire dal 1843 con l'arrivo dei Borboni. Un tempo coltivata e dedita all'agricoltura, di cui rimangono dammusi (costruzioni rurali tipiche che si stanno recuoerando), oggi mostra un paesaggio uniforme fatto di bianche e brulle distese rocciose, con una vegetazione che si è adattata alle particolari condizioni ambientali.

La cittadina è molto semplice. La parte più vivace e pittoresca è la zona del porto e delle viuzze circostanti, dove nelle sere d'estate si concentrano la vita e i divertimenti. Ciò che rende unico questo lembo africano di Sicilia sono la sua atmosfera di lontananza dalla modernità e la presenza di scenari naturali incontaminati di straordinario fascino. Lampedusa pur essendo piccola, offre tanti scorci incantevoli da scoprire lungo le sue coste, acque cristalline e fondali ricchi da esplorare, veri paradisi per chi ama le immersioni.

Quando fare una vacanza a Lampedusa? Chi cerca gli svaghi trova il maggiore affollamento e divertimento ad agosto. Chi invece ama vacanze sicilia più tranquille allora deve scegliere maggio e settembre. Arrivare qui non è difficile. Si possono prendere i traghetti che partono da Porto Empedocle oppure gli aerei da Palermo e Catania (durante l'estate anche da altre città). La sistemazione migliore? L'alloggio Lampedusa ideale sono le case in affitto, ma si trovano comodissimi residence Lampedusa. Una volta sull'isola si può girare in vari modi: bici, scooter, auto oppure via mare con una bella barca. A Lampedusa si mangia tantissimo pesce fresco e cous cous e in ogni locale si trovano menù molto invitanti, quanto cari.

L'isola, dall'aspetto triangolare, si presenta come una sorta di altopiano con quote molto basse intorno agli 80, 100 metri s.l.m. fino ad un massimo di 133 metri s.l.m. ad Alberto Sole. Pur essendo piccola di dimensioni, avendo una superficie leggermente inclinata, mostra coste molto differenti tra loro. Le coste settentrionali, formanti una falesia continua, corrispondono alla parte più elevata che digrada delicatamente verso sud. Specie in questo tratto di costa si trovano stupende grotte, talvolta maestose, che costituiscono il fascino maggiore dell'intera fascia costiera.

La costa meridionale è animata da una serie di canyon chiamati Valloni (tra cui il Vallone dell'Acqua, Vallone profondo, Vallone Forbice, Vallone dello scoglio). Il risultato è che questa parte dell'isola mostra una splendida alternanza di ripidi promontori e piccole spiagge sabbiose all'interno di insenature piuttosto profonde: Cala Pulcino, Spiaggia dei Conigli, Cala Galera, Cala Madonna, e altre ancora. Altre insenature si osservano lungo la costa orientale dell'isola quali: Cala Creta, Cala Pisana, Cala Uccello Cala Parrino, per fare qualche esempio.

A Lampedusa sono presenti elementi di elevato rilievo naturalistico. In particolare in un'ampia fascia della costa meridionale è stata istituita un riserva regionale a fini di proteggere le particolari espressioni della flora e della fauna attuali. La spiaggia dei Conigli, oltre all'omonima e limitrofa isola, fanno parte di tale riserva. Oltre a essere la spiaggia più bella del lato meridionale, è uno dei pochi siti del Mediterraneo in cui le tartarughe marine Caretta caretta depongono le uova.

La festa più popolare e sentita di Lampedusa si svolge a settembre ed è dedicata alla Madonna di Porto Salvo, patrona e protettrice dell'Isola. Il 22 settembre si svolge la solenne processione accompagnata da fuochi d'artificio, giochi, musica e la sagra del pesce, anche se i festeggiamenti iniziano già dalla prima domenica di settembre. Il 23 si svolge una processione che riaccompagna la Madonna al santuario. La partecipazione è di massa e vale la pena capitare qui in questo periodo.

Sempre nel mese di settembre, a partire dal 2003, si tiene sull'isola un concerto dal nome O'Scià, organizzato da Claudio Baglioni, con numerosi ospiti italiani e stranieri, per sensibilizzare le persone sul problema dell'immigrazione clandestina, con cui l'isola fa i conti ormai da parecchi anni.



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Laura Boi



29.6.09

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22.6.09

Vacanze a Pantelleria

La Sicilia è un isola speciale composta di tanti microcosmi unici e ricchi di meravigliose sorprese. In sicilia vacanze significa fare esperienze di vita indimenticabili, incontri emozionanti con luoghi, sapori e persone unici. Non si può però dire di consocere la Sicilia senza scoprire le isole che la incorniciano, ognuna con la propria storia e il proprio fascino.

A largo della costa trapanese, conosciuta come la "perla nera" del Mediterraneo, l'isola di Pantelleria è sicuramente una delle isole più complesse del sistema che ruota intorno alla Sicilia. Una meta ideale per chi ama rilassarsi, praticare sport acquatici, vivere a contatto con la natura e assaporare l'enogastronomia tipica. Piacevole ospitalità si trova negli alberghi Pantelleria, nei residence Pantelleria o
nelle case in affitto. Vecchie dimore tipiche (i dammusi) sono state riorganizzate per ospitare turisti, offrendo la possibilità di alloggiare in ambienti ricchi di tipicità e identità.

Il centro di Pantelleria, che da il nome all'isola, si trova all'estremità nord occidentale. A parte il castello di Barbacane in pietra lavica, costruito dai bizantini e poi ampliato dai normanni, il borgo di Pantelleria non offre molto. Sull'isola sono presenti altre località, tra cui Gadir, la più interessante e graziosa, e Scauri, il secondo porto di Pantelleria. Meritano una visita i Sesi, monumenti funerari dell'età neolitica.

L'isola, di origine vulcanica, è posta nel cuore del Mediterraneo a confine tra Europa e Africa. A dire il vero è più vicina alle coste tunisine (80 km) che a quelle siciliane (110 km). Non solo geograficamente. Pantelleria manifesta anche culturalmente la sua vicinanza al continente africano. L'occupazione araba durò quattro secoli e lasciò un marchio indelebile, evidente nelle architetture cubiche chiamate dammusi, nei giardini e nelle coltivazioni della vite.

È agli arabi, che arrivarono qui nell VIII secolo, che si deve il nome "bint el-Rhir" (più anticamente i greci e i fenici la chiamavano Cossyra), la figlia del vento. Un nome molto evocativo e non scelto a caso. Pantelleria è infatti continuamente battuta dal vento forte costringendo l'uomo ad adattarsi. È una terra povera di piogge ma fertilissima grazie ai depositi vulcanici. Proprio per questi motivi ha sviluppato un agricoltura tutta particolare: le viti vengono interrate in piccole cavità, gli agrumeti sono protetti da alti muretti e gli ulivi vengono potati in modo che i rami restino così bassi da strisciare quasi a terra.

L'anima dell'isola si rivela contadina più che marinara. Furono gli arabi a importare le prime colture, tra cui quella dell'uva (in arabo Zabib, da cui lo Zibibbo, famoso vino moscato insieme al passito di Pantelleria). Vigneti e cappereti (i capperi qui trovano un habitat ideale grazie al terreno di natura vulcanica e al clima marittimo), oltre a boschi di pini marittimi e d'Aleppo, caratterizzano il paesaggio, dominato dalla presenza di una curiosa natura vulcanica.</br></br>

Sono presenti 24 cuddìe, coni vulcanici che circondano il cratere spento della Montagna Grande, che con i suoi 836 m di altezza rappresenta la vetta più alta dell'isola. Girando Pantelleria sembrerà di essere in un grande stabilimento termale all'aria aperta dove sperimentare delle vere e proprie cure fai-da-te: vapori bollenti escono dai crepacci delle favare e nelle grotte naturali dette stufe; caldarelle (sorgenti di acqua termale), buvire (pozze di acqua salmastra) e mofette (sbuffi di anidride carbonica) sono sparse un po' ovunque.

Sulla sommità della Montagna Grande si trova il Bagno Asciutto di Arturo, una grotta naturale con emissione di vapori, e lo specchio di Venere, un laghetto turchese alimentato da piccole caldere. Un altro laghetto, più accessibile e grande, è il Bagno dell'Acqua o Lago di Venere dove ci si può bagnare nelle acque calde e cospargersi dei fanghi depositati lungo le sponde. Nel porticciolo di Gadir si trovano due piccole vasche di acqua calda. Altre sono quelle di Sataria, più grandi, vicine alle grotte di Sibà, una sorta di sauna fatta di vapori che escono dal sottosuolo: qui si possono alternare le immersioni ai bagni asciutti della vicina grotta. Nella Favara Grande, una piana al centro dell'isola, nonché uno dei luoghi più selvaggi, si trovano tante fumarole sparse, che d'inverno avvolgono la piana con un immensa nube di vapori.

Il più grande fascino di Pantelleria è dato dall'accostamento dei colori che dominano il paesaggio: il nero della lava, il verde brillante della vite e il rosa della buganvillea, incorniciati dal blu intenso del mare. L'isola, riserva orientata gestita dalla Regione Sicilia, è famosa per le calette appartate e le grotte marine, perfette per lo snorkeling e le immersioni. Le escursioni in barca sono uno dei modi più suggestivi per apprezzare le meraviglie nascoste di Pantelleria. Un altro modo emozionante di scoprire i tesori di questo posto è partecipare alle suggestive spedizioni di archeologia subacquea.


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Laura Boi




Vacanze a Vieste, capitale del Gargano

Posta su un promontorio, nel punto più orientale del Gargano, in Puglia, la città di Vieste si affaccia sul Mare Adriatico con le sue candide case. È situata in un'oasi di eccezionale bellezza naturalistica, il Parco Nazionale del Gargano, un luogo dai paesaggi estremamente mutevoli e incontaminati.

Si può dire che oggi Vieste sia diventata la capitale del Gargano, conosciuto anche come lo Sperone d'Italia. Una località tra le più amate per le vacanze puglia per la bellezza del contesto in cui è collocata e perché vanta un'ampia offerta turistica, supportata da un consistente sistema ricettivo. Si possono trovare sistemazioni di ogni tipo, adatte alle più diverse esigenze di soggiorno, dai residence Vieste alle case vacanze, dagli hotel ai campeggi.

Un borgo medievale dall'aspetto affascinante e di gusto tipicamente mediterraneo. Vieste si arrampica fino a punta San Francesco, dove sorge l'omonimo monastero e il castello normanno-svevo. Il centro storico è un gioiellino fatto di piazzette, stradine e scalinate, animate da localini e negozietti e soprattutto da numerosi ristoranti in cui poter assaporare la buona cucina a base di pesce. D'estate il brulichio delle persone che le affollano le rende davvero vivaci e piacevoli spazi dove trascorrere le serate.
 
Vieste offre scenari meravigliosi per gli amanti del mare, uno dei motivi principali per una vacanza Vieste. Sono quelli della costa garganica, capace di alternare ripide scogliere a tratti di spiagge di sabbia o di ciottoli bianchi, faraglioni e grotte, il tutto lambito da un mare turchese contornato dalla profumatissima macchia mediterranea.

Le grotte marine sono una vera e propria prerogativa di questa costa, alta e ricca di cavità. Se ne contano 26, tra cui si devono assolutamente vedere quelle della Sfondata, delle Sirene, dei Sogni, del Serpente, dei Marmi, della Tavolozza e della Smeralda.

Sia a nord che a sud di Vieste la scelta delle spiagge è molto ampia. Nella parte settentrionale si estendono belle spiagge di sabbia color rosa-argento come San Lorenzo, Punta Lunga e Scialmarino. A sud, percorrendo la bella strada in direzione della spiaggia di Mattinata, che costeggia una costa costellata da torri, si susseguono altri scorci incantevoli: Baia San Felice con l'architello al suo ingresso, Baia dei Campi, Pugnochiuso, Vignanotica, Baia delle Zagare.

Sotto il castello di Vieste si estende un'altra spiaggia che termina con un alto scoglio, detto Pizzomunno, maestosa roccia che secondo una leggenda dovrebbe essere un giovane che delle sirene, invidiose dell'amore di due giovani amanti, tramutarono in pietra.

I dintorni di Vieste meritano di essere perlustrati: a sud il borgo di Mattinata, mentre proseguendo lungo la costa a nord si incontrano i borghi di Peschici e Rodi Garganico, seguiti dai laghi costieri di Lesina e Varano, veri paradisi per l'avifauna. Nell'entroterra, coltivato in buona parte con ulivi e mandorli, meritano di essere visitati Vico del Gargano, Monte Sant'Angelo e San Giovanni Rotondo. Inoltre, chi ama fare escursioni in mezzo alla natura, può visitare la Foresta Umbra (10.000 ettari di estensione), chiamata così perché i suoi alberi impediscono al sole di penetrare.



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Laura Boi




17.6.09

Vacanze ad Acireale

L'imponente sagoma dell'Etna domina ogni parte del territorio di Acireale. La cittadina è circondata da una natura selvaggia e affascinante dove gli opposti convivono armoniosamente: l'Etna da una parte e il Mar Ionio dall'altra. Si trova in posizione magnifica affacciata sul profondo mare blu della costa Ionica, a poca distanza da località di grande pregio come Catania a sud e Taormina a Nord.

Un viaggio ad Acireale offre la possibilità di trascorrere rilassanti vacanze sicilia. Oltre alla possibilità di tuffarsi in uno splendido ambiente naturale e ricco di storia, è un'occasione per trovare benessere presso i rinomati stabilimenti termali che sfruttano le acque sulfuree. Accogliente ospitalità si può trovare negli hotel Acireale o prendendo in affitto case vacanze Acireale. Una scoperta piacevole è la cucina tipica tra cui spiccano i piatti a base di pesce. Da non perdere le granite di limone e mandorla e i gelati. Gustosa e creativa la pasticceria con la paste di mandorla, i cannoli di ricotta, di crema o di cioccolato, le zeppole di riso.

Una città dal sapore barocco nelle architetture, nei dettagli e nelle strade. Acireale conserva magnifici tesori architettonici, espressioni del Barocco che ha lasciato una forte impronta in questa città. La ricostruzione della città in questo stile avvenne dopo il terremoto del 1693, che danneggiò tutta la Sicilia sud orientale. Esempi più eclatanti sono la Basilica di San Sebastiano e lo spazio in cui è collocata: il complesso di Piazza Duomo, che comprende anche la Basilica dei SS. Pietro e Paolo e il Palazzo di Città. Molto elegante la prospettiva di Corso Umberto su cui si affacciano i palazzi nobiliari.

Nel territorio di Acireale si susseguono diverse località di mare immerse tra agrumeti, limoneti, mandorli e uliveti, dall'aspetto caratteristico dei borghi di pescatori. Da nord a sud si incontrano: Pozzillo, noto per le sorgenti idrominerali; Stazzo; Santa Tecla; Santa Maria La Scala con l'incantevole passeggiata attraverso le "chiazzette" (camminamento a gradoni), un antico percorso d'origine spagnola dove si incontra la "fortezza del Tocco", della fine del '500; Santa Caterina, una suggestiva terrazza panoramica sulla Riserva della Timpa, con una vista incantevole sul golfo che spazia da Taormina a Siracusa; infine Capomulini, sviluppato su un ampio golfo dominato dall'isola Lachea e dagli splendidi Faraglioni.

La peculiarità della costa su cui si affaccia Acireale è la Timpa. Un promontorio di circa 80 m di altezza a ridosso della costa che da Catania porta a Riposto. È il risultato della sovrapposizione di strati eruttivi di varie epoche. È caratterizzata da rocce di origine vulcanica gradinate e da diverse faglie dove cresce una fitta vegetazione. La particolare conformazione rende faticoso l'accesso e la fruizione così il territorio, protetto da una riserva orientata, risulta in larga parte incontaminato.

Terme di Acireale. Oltre a vantare una lunga costa e un mare molto pulito, Acireale è rinomata anche per le sue terme. Le acque sulfuree venivano già sfruttate in antichità nelle Terme Xifonie. Chiari segni di origine greca sono visibili nell'antico complesso termale di Santa Venera al Pozzo. Le Terme vennero successivamente riprese e valorizzate dai Romani. Oggi sono sorti nuovi efficienti stabilimenti termali in contrada S. Caterina, immersi in una vasta area di agrumeti tra l'Etna ed il Mar Ionio.

Carnevale di Acireale. Considerato il carnevale più bello di Sicilia, già se ne parlava dalla fine del'500. La tradizione del Carnevale è molto antica e sentita dalla città di Acireale. Oggi è diventata un importante momento di promozione turistica e d'intrattenimento che accoglie un cospicuo pubblico di visitatori ogni anno.


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Laura Boi


15.6.09

ABC del turismo in Sardegna

La Sardegna è composta da una gran bella varietà di scenari geografici tanto da essere definita quasi un continente. Solo percorrendo i suoi territori è possibile apprezzare tale alternanza. Non basta una sola vacanza in sardegna per dire di conoscerla. Da nord a sud, dalla costa all'interno, tutto cambia. Ogni territorio costituisce un microcosmo interessante da scoprire.

Il primo passo da compiere per scegliere quale parte dell'isola più si confà alle proprie esigenze è controllare l'offerta turistica proposta dalla regione. Il grande punto di forza è che si possono praticare svariati tipi di turismo in sardegna. Basti pensare al mare. La sardegna ha a disposizione quasi 2000 chilometri di costa fatta di lunghe spiagge, calette, scogliere, porti turistici attrezzati per i natanti e numerose isole minori. Il paesaggio muta nei colori e nelle forme chilometro dopo chilometro.

Sole e relax, ma anche sport. Scegliere una vacanza in una delle meravigliose località di mare sarde è un occasione soprattutto per praticare le tante discipline acquatiche esistenti. I fondali dell'isola e delle isole minori sono tesori da perlustrare facendo immersioni affascinanti. L'abbondanza e la costanza dei venti permettono in varie località, diverse a seconda dello sport, di divertirsi con il surf, il windsurf, il kite surf e la vela.

Montagna, città, paesi, l'entroterra, la natura in tutte le sue forme, sono mete ideali per praticare il turismo culturale, il turismo enogastronomico, le vacanze benessere e ancora il turismo sportivo, questa volta quello dei percorsi di trekking, delle pareti per il free climbing e delle grotte, del golf, della mountain bike e dell'equitazione, per fare alcuni esempi emblematici.

Alloggiare sull'Isola. Sul web e nelle agenzie di viaggio abbondano le proposte ricettive con soluzioni per famiglie, coppie, gruppi e offerte, tante o forse troppe. Che vacanza voglio fare? La struttura deve rispondere a questa domanda e in Sardegna si trova di tutto, per tutte le tasche. Certo l'offerta tende ad adattarsi al target di riferimento di ogni territorio. Bisogna trovare un compromesso a volte. Non sperate, ad esempio, di alloggiare in un buon albergo a basso costo in Costa Smeralda in alta stagione.

Raggiungere l'Isola. Oggi la scelta dei modi per raggiungere la Sardegna è diventata ampia. La novità è rappresentata dall'aumento negli aeroporti sardegna delle rotte servite dai vettori low cost come ryan air, tui fly, easy jet, che si aggiungono a quelle dove già operavano le compagnie tradizionali. La Sardegna è molto più vicina all'Italia e all'Europa a prezzi accessibili. I porti in sardegna sono l'altra opportunità. L'unico problema è che la maggior parte dei collegamenti navali avvengono con il nord dell'isola. Il nord è collegato da varie compagnie di navigazione con Italia, Francia e Spagna. Al sud esiste la realtà del porto di Cagliari, collegato con il centro e il sud Italia da una unica compagnia navale.

Spostarsi sull'Isola. C'è chi opta per un villaggio vacanze dove si trova tutto all'interno e si sta fermi per tutta la vacanza. Ma i più preferiranno girare un po'. In questo caso ci si può affidare ai mezzi pubblici che collegano i vari centri dell'Isola e garantiscono gli spostamenti cittadini. È un modo per risparmiare denaro, ma non tempo. Inoltre non tutti i luoghi sono raggiungibili in questo modo. L'ideale è la macchina propria o da affittare in loco. Per gli appassionati, la motocicletta permette di gustare maggiormente i paesaggi e di percorrere strade insolite. Chi ama l'avventura può scegliere la bicicletta zaino in spalla. I fortunati possono girovagare l'isola in camper.


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Laura Boi




12.6.09

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11.6.09

Joan Prat Llordella sempre più da solo al rally di Sardegna


Lo spagnolo Joan Prat Llordella ha vinto anche la 4^ e penultima tappa del rally di Sardegna di mountain bike e si avvia alla vittoria finale con il record di permanenza in vetta alla classifica, che guida fin dal prologo..

Niente da fare per gli inseguitori, soprattutto italiani. Al secondo posto in classifica generale c’è Luca Ferronato, al terzo posto il sardo Vittorio Serra, al quarto posto Giulio Fazzini e al quinto posto Luigi Luzi di Casteltrosino. Vittorio Serra non è andato oltre il 7° posto nella tappa di oggi quindi gli resta soltanto la soddisfazione, non da poco, di guidare la classifica over 40 con un buon vantaggio su Luca Vitale della Libertas Brescia e sullo spagnolo Trias Xavier Ferrer della Radical Bikes.

Quella di oggi è stata una tappa di grandi difficoltà ma sempre combattuta da tutti gli inseguitori di Joan Prat Llordella rimasto praticamente senza avversari che possano impensierirlo.
Altrettanto dicasi perla categoria femminile. Sandra Klomp la olandese residente in Liguria che – come ha dichiarato ieri – può ammirare i panorami dell’Ogliastra non avendo più problemi di classifica. Troppo lontane le inseguitrici Nadia Frautero e Lina Ornella per poterle insidiare il primato.

Venerdì 12 giugno 5^ ed ultima tappa Cardedu-Ilbono di km 42 transitando per Barisardo, Tortolì ed Elini con una prova speciale di km 17,20 che parte da Monte Bonghì in Comune di Tortolì, il secondo capoluogo della Provincia dell’Ogliastra, e si conclude a fine tappa. Partenza della tappa alle 9 e 30 dall’Hotel Cardedu. Si corre sul lungomare Cardedu e lungo le spiagge di Barisardo, quindi dentro il paese di Barisardo per salire poi nell’antica strada romana con fondo vulcanico, una mulattiera suggestiva con panorama sulla bellissima spiaggia di Cea.
Si transita vicino al nuraghe Scerì di Ilbono e alle domus de janas (case delle fate) di una vasta area archeologica. (Forum Archeologia Sarda)

Per chi vuole visitare il Nuraghe Scerì. Da Tortolì si imbocca la SS 198 in direzione di Lanusei. Si percorrono circa 6 km e, prima di arrivare alla cantoniera Baunuxi, si svolta a sinistra in una strada segnalata da un vecchio cartello turistico per l'area archeologica Scerì. Si prosegue sino ad arrivare ad un cancello, aperto negli orari di visita. Si supera questo cancello e si continua per poche centinaia di metri fino ad arrivare al sito archeologico, che comprende un nuraghe con annesso villaggio e due domus de janas.

L'area archeologica presenta un esteso villaggio annesso al nuraghe e, a breve distanza ad Ovest di questo, due domus de janas. Le due sepolture ipogeiche sono scavate in due massi erratici.
Le prime indagini su questa area archeologica risalgono al 1994 mentre un recente intervento di scavo è stato condotto nel 2003.

Alle 10,15 a Tortolì in località Monte Bonghì partenza prova speciale di km. 17,20.
Alle 11.45 a ILBONO in piazza Bau Carrus arrivo finale della tappa e alle 16,30 premiazione dei vincitori sempre nella stessa piazza.

Nella foto Joal Liordella e Vittorio Serra

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