26.5.09

Benessere Sicilia

La Sicilia, l'isola più grande del Mediterraneo, offre un'infinita possibilità di provare esperienze turistiche diverse. Il territorio è molto variegato, tanto che l'isola viene paragonata ad un continente. Vacanze in Sicilia significa vacanze al mare, vacanze nelle città d'arte o nelle aree archeologiche, vacanze verdi, vacanze sportive, e tante altre ancora.

Tra le proposte turistiche troviamo anche una vasta offerta di hotel benessere sicilia sparsi lungo tutta l'isola. La richiesta di strutture che si dedicano alla cura della persona è cresciuta negli ultimi anni e ce ne dà la temperatura l'aumento di strutture dedicate in tutta Italia e nel Mondo intero. Relax, benessere, bellezza, forma, star bene, sono parole che si ritrovano di frequente nelle offerte di questo tipo di ricettività.

Si tratta di alberghi o strutture più complesse, come i villaggi, che accanto alla loro tradizionale offerta ricettiva propongono pacchetti benessere o la possibilità di usufruire di singoli trattamenti. In Sicilia il panorama delle beauty farm, centri Spa o hotel benessere è ampio. Lungo le coste o all'interno dell'isola, immersi tra le colline, si trovano tanti luoghi dove rilassarsi e dedicarsi solo a se stessi.

Tra le tante opportunità presenti, sulle coste siciliane si trovano piacevoli mete dove soggiornare in pieno relax. Sulla costa tirrenica è interessante scoprire la suggestiva Tusa, mentre sulla costa mediterranea non si può perdere l'occasione di soggiornare a Sciacca, regina delle terme in Sicilia.

Tusa è un piccolo borgo della provincia di Messina posto in posizione panoramica, in cima ad un monte. Il centro storico conserva un aspetto tipicamente medievale e custodisce gli edifici religiosi di maggior interesse. Sul mare, sormontata dall'omonimo castello, si trova la frazione di Castel di Tusa, a soli 20 km da Cefalù, dove ha sede l'Art Hotel Atelier sul mare. Una struttura unica al mondo poiché venti delle sue quaranta camere sono state create da famosi artisti. Si tratta di camere – opere d'arte tutte diverse da loro. Oltre a trovarsi davanti alla bella spiaggia di Castel di Tusa, all'interno dispone di un centro benessere e di un nuovissimo bagno turco. È un albergo, insomma, dove si può ritrovare benessere fisico e mentale.

Un'occasione da non perdere è la visita al museo all'aperto di sculture monumentali di Fiumara d'Arte, il più grande d'Europa. Si estende lungo le sponde della Fiumara di Tusa, comprendendo un'area che va dal litorale tirrenico siciliano fino all'entroterra della Valle dei Nebrodi, con opere firmate da prestigiosi artisti di fama internazionale. Nelle vicinanze si possono raggiungere anche i resti della antica colonia greca di Halaesa.

Sciacca è una bella città affacciata sul mare mediterraneo in provincia di Agrigento. Conserva ancora il suo centro storico medievale suddiviso in quartieri. Fulcro della vita cittadina è la centralissima e ricca Piazza Scandaliato, dove si affacciano stupendi edifici e dalla quale si gode una splendida vista sul mare. Sciacca vanta una vasta offerta di hotel benessere grazie alla sua antica tradizione termale. È infatti una delle stazioni termali più antiche d'Italia, i cui benefici venivano sfruttati già da fenici, greci, romani e arabi.

Inseriti in un contesto naturale particolarmente bello si trovano quattro esclusivi Hotel Club dotati di un centro termale privato e pensati per il benessere di tutti. Gli alberghi si trovano all'interno del grande parco di Sciaccamare, delimitato da una lunga spiaggia di sabbia fine e da un immenso giardino ricoperto da ulivi secolari, pini, ibiscus, bouganville ed alte palme.</br></br>

I quattro alberghi, tutti 4 stelle, sono l'Hotel Club Alicudi, l'Hotel club Lipari, l'Hotel Club Cala Regina e l'Hotel Club Torre del Barone. Sono situati in posizioni diverse all'interno del parco e distano dalla spiaggia dai 300 ai 700 metri. A disposizione degli ospiti le acque termali direttamente nelle strutture, per trovare tutto il benessere di cui si ha bisogno. Inoltre si possono praticare tutti gli sport e usufruire di una lunga lista di servizi.


--
Laura Boi



Regala coccole e relax

Con Melaspasso è oggi possibile farsi coccolare dalle acque termali in tutta Italia. Puoi acquistare un buono regalo con ingresso alle terme e massaggio incluso, per trascorrere una giornata rilassante e rigenerante.
Puoi anche acquistare dei trattamenti benessere di coppia, per condividere insieme alla persona amata il piacere di godere di una giornata di riposo in centri benessere specializzati in tantissime città italiane.

Queste sono solo alcune fra le numerose attività regalo proposte da Melaspasso.
Per maggiori informazioni chiama il 899.032.083 o scrivi a info@melaspasso.it.

25.5.09

Vacanze e fine settimana con Elation

Il bel tempo ormai è arrivato e non c'è cosa più bella che un bel fine settimana in una località italiana per rilassarsi e godersi un po' di tempo libero.

Su Elation, il sito dei regali online, sono disponibili diversi week end al mare oppure in località di montagna, week end benessere o all'insegna della buona cucina.

Elation vi permette di scegliere tra una vasta gamma di esperienze diverse.

Per maggiori informazioni
045-8106017
www.elation.it

20.5.09

Santa Cesarea Terme, le tue vacanze benessere in Puglia

Santa Cesarea Terme è una piccola località della provincia di Lecce che si affaccia sulla costa adriatica del Salento, a sud di Otranto. Il centro di Santa Cesarea si è sviluppato nei primi anni del Novecento, grazie allo sfruttamento delle benefiche acque termali che qui si trovano, ma divenne comune a sé solo nel 1913, insieme alle frazioni di Vitigliano e Cerfignano.

Santa Cesarea Terme sorge sopra una scogliera, a 56 metri circa s.l.m, che si affaccia sul Canale d'Otranto. La costa, che si estende per 16 km, comprendendo le località turistiche di Porto Miggiano, Villaggio Paradiso e La Fraula, presenta  paesaggi naturali di grande attrattiva: ora è frastagliata e con un'altezza variabile sul mare, ora mostra insenature e grotte, porticcioli e piccoli fiordi.

La località deve la sua fama sia alle sorgenti di acqua minerale sulfurea, che fanno di Santa Cesarea la principale stazione termale della Puglia, sia alla sua posizione costiera, che si distingue per la presenza di scogliere frequentabili per la balneazione (ad esempio l'insenatura degli Archi), bagnate da acque limpidissime.

Grazie alle bellezze paesaggistiche ed architettoniche, alla cura del corpo e della salute e non ultimo ad un eccellente gastronomia, Santa Cesarea Terme è oggi una meta frequentata per le vacanze puglia durante buona parte dell'anno e ideale destinazione per chi cerca benessere, relax e divertimento.

Santa Cesarea Terme è una cittadina abbastanza giovane e le prime strutture architettoniche risalgono alla fine dell'Ottocento. L'aspetto dell'abitato è molto gradevole e caratterizzato principalmente da eleganti ville, come la bella Villa Raffaella, oltre che da edifici residenziali per la villeggiatura quali hotel Santa cesarea terme, residence, b&b, camping. In particolare spicca per il suo stile il moresco Palazzo Sticchi, edificato tra il 1894 e il 1900.

Tutto il Salento è costellato da una serie di torri che formano una corona che cinge tutta la costa. Essendo il lembo estremo a sud della penisola e dividendo di fatto due mari, il Salento era considerato scalo obbligatorio per tutti coloro che dall'oriente volevano attraversare il Mediterraneo, o per motivi bellici, o per commerciare. Lungo la costa di Santa Cesarea se ne susseguono quattro, sorte alla fine del 1400 - inizi del 1500. Da sud a nord si incontra Torre Miggiano, Torre Santa Cesarea (o del Belvedere), Torre Specchia di Guardia e Torre Minervino.

Santa Cesarea Terme è situata su un lungo tratto di costa ricco di sorgenti termali, che oggi vengono sfruttate a fini terapeutici e di benessere. All'origine dell'imponente fenomeno delle sorgenti di acque minerali sono le rocce di origine carsica che degradano verso il mare. Le acque clorurate, solfuree e iodiche delle sorgenti emergono, a temperature che variano dai 27 ai 30 gradi, in quattro grotte marine che si trovano lungo il litorale roccioso (da nord a sud: Fetida, Solfurea, Gattulla, Solfatara).

Oltre le cure termali, mediche e di benessere, sono tante le attività e le occasioni di svago e divertimento a Santa Cesarea Terme, quali le immersioni nel mare cristallino, il trekking, le gite a cavallo e le lunghe passeggiate. 


--
Laura Boi



11.5.09

Un itinerario nel nord della Provincia di Trapani

Immaginando un linea che vada da Calatafimi Segesta a Trapani, che segni il confine sud del nostro viaggio nella provincia di Trapani, estremo nord ovest della Sicilia, si apre  un ritaglio di territorio variegato e ricco fascino. Attraversando l'interno ricco di colline si passa attraverso le meraviglie archeologiche di Segesta, i paesaggi naturali di Valderice e Buseto Palizzolo e le atmosfere medievali di Erice, fino a raggiungere Trapani. Da li lo sguardo va verso le Egadi e Pantelleria, assolutamente da visitare, e via su per la costa alla volta di San Vito lo Capo, la porta dell'incantevole Riserva dello Zingaro.

Una successione di basse, ondulate colline, rotta qua e là da isolati rilievi calcarei e da una complessa rete di corsi d'acqua: è questo il paesaggio che ci troviamo davanti arrivando a Calatafimi Segesta, circa a 40 km da Trapani. Dislocata sulle pendici di una collina, la prima cosa che spicca in cima all'abitato è il Castello di Eufemio. Gli arabi, che la fondarono laddove esisteva una precedente roccaforte bizantina, le diedero il nome di "Kalt-al-Fimi", che significa Castello di Eufemio per l'appunto. Il borgo antico della città è costituito da una serie di vicoli, animati da archi, cortili e scalinate, che si intersecano reciprocamente fra loro. Tante sono le chiese che si incontrano in giro per il paese. Inoltre, fra i luoghi di interesse culturale, ci sono i vicoli spagnoli.
 
Ciò che rende indispensabile visitare Calatafimi è l'area archeologica di Segesta, città fondata dagli Elimi (probabilmente troiani che abbandonarono la loro terra dopo la sconfitta della guerra di Troia). Ciò che più affascina è il suo tempio dorico, perfettamente conservato, che si staglia a 400 metri di altezza. Altro gioiello greco è il teatro, ricavato alle pendici di una collina e posto in posizione straordinaria da cui si può spaziare con lo sguardo su tutto l'incantevole paesaggio circostante, utilizzato ancora oggi per spettacoli classici e moderni.
 
Il viaggio continua in direzione di Buseto Palizzolo che si estende in un territorio ricco di sorprendenti risorse paesaggistiche, l'ampia vallata che collega il sito archeologico di Segesta e il monte Erice. Uno spettacolo campestre di straordinaria bellezza naturalistica fatto di colline e vallate interamente coltivate, dai colori cangianti, sulle cui alture si possono ammirare le antiche costruzioni rurali, i Bagli. È una zona ideale per escursioni di interesse naturalistico. Ultimamente sono sorte numerose strutture turistico-ricettive tipiche come agriturismo Buseto Palizzolo e bed and breakfast.

Proseguendo il viaggio verso Trapani, le tappe successive sono Valderice e, soprattutto, Erice. Valderice è un paese situato in posizione collinare, letteralmente sospeso tra cielo e mare. Lo scenario che si gode da qui è incomparabile, spaziando dalle colline coltivate al mare cristallino del Golfo di Bonagia. Anche qui i Bagli, antiche strutture rurali, sono i protagonisti del paesaggio, spesso recuperati e trasformati in splendide strutture ricettive, come l'Hotel Baglio Santa Croce.

Erice, sede del Centro di cultura scientifica "Ettore Majorana", è uno dei più suggestivi gioielli medievali al mondo. Fu fondata quasi 3000 anni fa dagli Elimi e nel periodo romano divenne luogo di culto della Dea Venere. Proprio sui resti del tempio a lei dedicato sul monte dove sorge la cittadina, nel XII secolo i normanni edificarono il suggestivo Castello di Venere, oggi simbolo della città e tappa obbligata della visita del borgo. Erice non è grande e vale la pena perlustrarla a piedi attraverso le sue strade selciate dove si respira un'aria di medioevo, alla scoperta dei bei edifici, le botteghe artigiane, le piazzette e le chiese.

Da Erice a Trapani il tratto è breve e si può usufruire anche di una panoramicissima funivia. Ecco l'incontro con il mare, su cui la città di Trapani si protende "come una falce". All'orizzonte il paradiso delle isole Egadi e Pantelleria che si possono raggiungere con le imbarcazioni che partono dal porto. Nel reticolo del centro storico si possono ammirare i grandiosi palazzi barocchi e numerose chiese, espressioni del gotico siciliano del XIV secolo. Caratteristico è il porto peschereccio e il vicino mercato del pesce. Vicino si trovano anche la seicentesca Torre di Ligny e il castello aragonese della Colombaia.

Tappa finale del nostro viaggio immaginario è San Vito lo Capo, città dell'ormai famoso Cous Cous Fest di fine settembre. Ciò che colpisce è la sua lunga spiaggia, con una sabbia bianchissima e un mare dalle infinite sfumature dell'azzurro. Per coglierne l'anima è ideale passeggiare tra le viuzze in modo da godere l'atmosfera tipica, conoscere le persone e gli usi, assaggiare una tipica granita o un gelato e ammirare le bellezze del posto, come la Cattedrale-fortezza di San Vito.


--
Laura Boi

7.5.09

Ponte del 2 Giugno in Agriturismo a Varzi, in Oltrepò Pavese


Oggi sul portale di promozione turistica dell'Oltrepò Pavese OltrepEAT abbiamo aggiunto la proposta per il ponte del 2 giugno dell'Agriturismo "La Sorgente" di Varzi in Oltrepò Pavese.
Potrai mangiare e soggiornare a Varzi in Oltrepò Pavese e visitare i monumenti del centro storico del capoluogo dell'Alto Oltrepò Pavese, visibili nella mappa dedicata, realizzata in collaborazione con gli amici di Varzi Viva.
L'Agriturismo “La Sorgente” è lieto di proporre il proprio Menù Degustazione, composto da portate tradizionali preparate con prodotti tipici, naturali e casalinghi, proprio per dare la possibilità ai graditi Ospiti di assaggiare tutte le varie specialità culinarie della zona.

In Occasione del Ponte del 2 Giugno
ecco cosa propone la Cucina...


* Menù *


La Rosa degli Antipasti
Salame Crudo di Varzi
Coppa Stagionata
Lardo alle Erbe su Quadretto di Focaccina Rustica
Insalata Capricciosa su Foglia di Lattuga
Tortino Salato con Misticanza di Campo
Rotolo di Sfoglia con Crema di Peperoni
Crostone con Salsa Verde della Casa
Zucchine Ripiene Cotte nella Brace
Pomodori Secchi Speziati

I Primi Piatti
Ravioli della Nonna allo Stracotto di Brasato
Crespelle agli Asparagi, Ricotta Fresca e Semi di Papavero

I Secondi Piatti
Cosciotto di Maialino Cotto nel Forno a Legna
con Spicchi di Patate agli Aromi

Carne in Salsa Tonnata all'Aroma di Capperi

I Dessert
Semifreddo Variegato al Cioccolato, Caffè e Meringhe
Torta Delicata di Mele Cotogne, Uvetta e Amaretti al Velo

Acqua, Vino di Produzione Propria, Tazzina di Moka, Digestivo

* € 30,00 - Bevande Comprese

5.5.09

Cagliari, porta della Sardegna

Cagliari - chiamata Kalares, in greco antico, e Càralis, in latino - è una città antichissima, fondata probabilmente già nell'VIII secolo a.C. dai Fenici. Posta al centro del Mediterraneo, rappresenta da sempre la porta della Sardegna e qui hanno stabilito il loro centro di potere tutti i popoli giunti in Sardegna. Si affaccia esattamente al centro del Golfo degli Angeli, nella parte meridionale dell'isola.
 
La città, in larga parte sul mare, si sviluppa intorno alla Sella del Diavolo, che divide in due la costa: da un lato si trovano il porticciolo di Marina Piccola e la lunga spiaggia del Poetto, affollatissima d'estate; dall'altro Calamosca e più avanti la vasta area portuale. A est della città è si elevano i monti dei Sette Fratelli, ad ovest i monti di Capoterra, mentre a nord si estende la pianura del Campidano.

Storia, sole e mare sono gli ingredienti principali delle vacanze Cagliari. Soggiornare in città non è un problema perché sono tante e diverse le strutture ricettive che spaziano dagli hotel Cagliari ai b&b Cagliari, sparsi tra il centro, il Poetto e gli altri quartieri, al nuovo ostello della gioventù nel cuore del quartiere Marina.

Cagliari sorge su sette colli. Spostarsi da una zona all'altra della città spesso significa percorrere, per questo motivo, salite e discese, ma dai punti più alti, come i bastioni di Castello, Monte Urpino e il colle dove del Castello di San Michele, si godono visuali e scorci che valgono la fatica delle salite, soprattutto al tramonto. All'orizzonte un susseguirsi di tetti e campanili, navi e barche, le montagne, ma il mare incantevole fa da sfondo quasi da ogni punto di osservazione.

Se si guarda Cagliari dall'aereo, ci si rende perfettamente conto che la città è poco lineare: un'alternanza di salite, discese, colli e piani, parchi, case, chiese, specchi d'acqua. Accanto alla città si sviluppano, rispettivamente, a est lo stagno di Molentargius e a ovest lo stagno di Santa Gilla, entrambi popolati da una cospicua avifauna, il cui protagonista principale è il fenicottero rosa.
 
Arrivando in nave si resta affascinati da uno stupendo scorcio del centro storico di Cagliari. Lo sguardo spazia dai portici dell'elegante via Roma, porta del quartiere Marina, verso l'alto dove si arrampica l'antico quartiere di Castello, poi verso destra, dove compare la bellissima basilica di Bonaria in cima ad una scalinata.

Cagliari, antico crocevia di popoli e di traffici commerciali, mostra ancora oggi le testimonianze delle antiche dominazioni. Esempi simbolici sono la necropoli fenicio-punica di Tuvixeddu, la più vasta ed importante area sepolcrale del Mediterraneo, e l'Anfiteatro Romano.

Eredità delle dominazioni posteriori - pisana, aragonese, spagnola e piemontese - si possono ammirare nel centro storico della città, in particolare a Castello. Basti pensare alle torri pisane, ai bastioni, alle vecchie porte, ai tanti palazzi nobiliari e alle chiese. Ma non solo. La città è ricca di vecchie cisterne sotterranee, quasi una città sotto la città.

Castello, la Marina, Villanova e Stampace sono i quattro quartieri storici di Cagliari, le culle della città, ricchi di ricordi del passato come mostrato dalle case, le viuzze, le piazzette, le vecchie botteghe. È bello scoprirli passeggiando a piedi per cogliere gli angoli nascosti, conoscere le persone, assaggiare le tipicità enogastronomiche e respirare l'atmosfera caratteristica.


--
Laura Boi



Vico, uno dei bei borghi del Gargano

Vico del Gargano, in provincia di Foggia, sorge su un colle che domina la costa nord del Gargano, nella puglia settentrionale. È immerso nel meraviglioso Parco nazionale del Gargano, a circa 6 km dalla costa e a 10 km dalla Foresta Umbra, comprendendo così un'area che spazia dal verde ombroso della foresta sino alle trasparenze del mare di San Menaio e Calenella, tra le più belle spiagge del Gargano. La sua posizione è ideale per visitare la zona e per soggiornare non sarà un problema trovare un hotel Vico del Gargano o soluzioni come agriturismo e b&b.

Il Parco del Gargano, nato nel 1995, si estende per 121.118 ettari e comprende quasi tutto il territorio del Gargano. Il Gargano, detto anche Sperone d'Italia o Montagna del Sole, è un promontorio calcareo che si protende ad est sul Mare Adriatico. Luogo molto ambito per le vacanze puglia, è un territorio altamente variegato dove in pochi km si passa da borghi ricchi di storia, agli ambienti selvaggi della Foresta Umbra, a baie e calette che nascondono suggestive grotte e mostrano imponenti faraglioni, a paludi e lagune popolate da aironi e uccelli acquatici, e ancora a valloni calcarei, pascoli e fitte distese di macchia mediterranea.

Fin dall'antichità la zona del Gargano richiamò molti forestieri. Oltre ai Dauni, di cui rimane una necropoli rupestre sul Monte Saraceno, vicino Mattinata, arrivarono greci, romani, longobardi, normanni e i saraceni, che periodicamente saccheggiavano i villaggi costieri.
 
Vico, uno dei Borghi più belli d'Italia, ha origini molto antiche, come testimoniato dagli insediamenti preistorici del Monte Tabor. Le origini medievali, secondo i primi documenti storici, risalirebbero agli Slavi (o Schiavoni) provenienti dalla Croazia che liberarono l'area dai Saraceni. In seguito Federico II fece erigere il Castello di cui restano due torrioni, a cui si devono anche le mura di cinta con le 22 torri, oggi visibili in alcuni tratti e in parte inglobate nelle abitazioni. Il Castello, che subì successivi rifacimenti dovuti alle diverse dominazioni, domina su tutto il territorio circostante.

Il centro storico ha conservato il suo impianto medievale originario a scacchiera. Molte sono le chiese tra cui meritano di essere viste: la chiesa della Matrice, con il suo portale in pietra e gli undici altari interni, fondata su un altura ai cui fianchi sorgono raccolte le case dei rioni Civita e Casale; quella di San Giuseppe nel quartiere Terra (o Borgo Vecchio), che custodisce la statua lignea del Cristo Morto; la chiesa di San Marco (XIII secolo); la chiesa di Santa Maria degli Angeli, fuori le mura, con il Convento dei Cappuccini, ricca di opere d'arte; infine la chiesa di San Pietro sul Monte Tabor.

Tra le tipicità del paese ci sono i trappeti, degli spazi sotterranei ricavati sotto le abitazioni, un tempo luoghi di macinazione delle olive e segni della civiltà contadina. Vico è denominata, tra l'altro, "città dell'amore" e San Valentino è il suo Santo Patrono. A questo proposito merita una romantica sosta il Vicolo del Bacio dove gli innamorati lasciano biglietti e promesse d'amore.

Antichi uliveti dominano il suggestivo paesaggio dalla Foresta Umbra fino al mare, da cui si ricava il prodotto più rinomato della zona di Vico, l'olio extra vergine d'oliva. Famosa è anche la produzione di agrumi, che beneficiano delle tantissime sorgenti che irrigano la zona.


--
Laura Boi



4.5.09

Voler bene all'Italia 2009, escursione naturalistica con la Pietra Verde in Alto Oltrepò


Domenica 10 maggio 2009 il Comune di Bagnaria, il Comune di Val di Nizza, il Comune di Ponte Nizza, l'Associazione "La Pietra Verde ", in collaborazione con la Provincia di Pavia, il Museo civico di Voghera e l'Associazione Culturale "Amici di Poggio Ferrato", nell'ambito del progetto "Voler bene all’Italia"
Organizzano:

...Dalla Vecchia Ferrovia… alle Grotte di S.Ponzo…


Escursione: Ponte Nizza - San. Ponzo Semola – Grotte di San Ponzo – Bagnaria - Ponte Nizza

Programma:
Ritrovo ore 9,30 presso la Piazza Italo Pietra di Ponte Nizza.
Escursione lungo una parte del vecchio tracciato ferroviario: Voghera-Varzi, risalita alle Grotte di San Ponzo Semola e ritorno.
Lunghezza dell’itinerario km 9 andata e ritorno.
Si consiglia: Scarpe da Trekking o tennis e pranzo al sacco.

Clicca qui per scaricare il volantino e la descrizione dell'itinerario
tn_s2020898.jpgDal paese di Ponte Nizza, si segue per circa 1 km in direzione Varzi, il vecchio tracciato ferroviario Voghera-Varzi.
Dopo circa 30 minuti di cammino dal paese, si arriva alla piccola località di San Ponzo Semola, dall’antica chiesa si attraversa tutto il caratteristico paese. Merita infatti di essere osservato questo vecchio paese costruito completamente in pietra, la roccia usata per la costruzione è arenaria e cioè sabbia cementata nei milioni di anni, estratta proprio dal Rio Semola che costeggia in parte il sentiero che seguiremo.
Per circa 3 chilometri si percorre una strada inghiaiata che conduce alle Grotte di San. Ponzo a m. 580 s.l.m., questi anfratti, scavati nei milioni di anni dalle infiltrazioni dell’acqua, hanno formato alcune cavità di notevoli dimensioni, permettendo addirittura la costruzione di una piccola chiesetta all’interno di una delle grotte, luogo dove il Santo, scelse di vivere, tra questi boschi, come eremita.
Questa zona nella parte alta del Monte Vallassa m. 752 s.l.m. è zona archeologica, infatti la località di Guardamonte, rappresenta il sito archeologico più interessante della Valle Staffora, offrendo la possibilità di effettuare un viaggio a ritroso nel corso della storia locale. Grazie al ritrovamento dei vari reperti archeologici il sito mette in luce il susseguirsi delle differenti fasi insediative del luogo, tracciando una storia che, dal Neolitico, giunge sino all’epoca romana.
Il percorso prosegue e accompagnati da numerosissimi muri a secco (utilizzati un tempo per delimitare i confini di proprietà) e lasciati alle nostre spalle splendidi boschi di castagno, il percorso scende velocemente, conducendoci nei pressi del paese di Bagnaria, dove, attraversato il ponte sul Torrente Staffora si incrocia nuovamente il vecchio tracciato ferroviario che conduce in direzione Nord verso Ponte Nizza meta conclusiva della nostra escursione.

La Storia:
la ferrovia Voghera-Varzi partiva da Voghera e, attraversando le colline, percorreva tutta la Valle Staffora sino a raggiungere Varzi.
Per circa trentacinque anni, dagli inizi degli anni ’30 fino alla metà degli anni ’60, ai margini della pianura correva questo trenino che da Voghera a Varzi effettuava una decina di fermate: serviva per i pendolari diretti dalla Valle Staffora verso Voghera o Milano e i turisti che nei week-end o nel periodo estivo volevano raggiungere l’alta Valle Staffora: la decisione di realizzare una ferrovia era stata presa con l’intento di offrire nuovi collegamenti tra la montagna e la pianura e anche per far fronte all’ormai crescente industrializzazione dei centri metropolitani.
La ferrovia della Valle Staffora percorreva 32 Km: il capolinea di Voghera si trovava adiacente alla Stazione delle Ferrovie dello Stato.
Il capolinea di Voghera, con la propria stazione, si inseriva nella piazza che ospita il fabbricato F.S. il minuscolo edificio era munito di sala d’attesa, biglietteria e bar.
Proseguendo, la linea correva parallela ai binari della Voghera – Piacenza , attraversato il Torrente Staffora, e superata la Statale n° 10 per Piacenza su apposito cavalcavia, raggiungeva la fermata di Torrazza Coste, la stazione di Codevilla e successivamente quella di Retorbido. Procedendo si giungeva al paese di Rivanazzano entrando nella valle del Torrente Staffora e in pochi minuti a Salice Terme.
Prima di arrivare a Godiasco si costeggiava il deposito militare per carburanti, a cui la linea si accordava, dalla stazione di Godiasco la linea avanzava parallela alla riva destra del Torrente Staffora, in un paesaggio collinare arricchito da boschi, vigneti e coltivazioni, incontrando le fermate di San Desiderio, Pozzol Groppo, Cecima, la stazione di Ponte Nizza, San Ponzo, la stazione di Bagnaria e l’ultimo impianto di Ponte Crenna.
Cinquanta minuti dopo aver lasciato Voghera si incontrava infine il capolinea di Varzi.
La stazione di Varzi era attrezzata, oltre che del fabbricato viaggiatori e dell’ampio piazzale, di rimessa per la sosta notturna dei rotabili e di dormitorio per il personale.
I 32 chilometri di linea e tutti i raccordi erano elettrificati in corrente continua, avente una tensione nominale di tremila Volt con un'unica sottostazione di trasformazione e conversione attrezzata tramite due gruppi mutatori a vapori di mercurio, costruita dal Tecnomasio Italiano Brown Boveri nell’anno 1931; essa disponeva di una potenza pari a 1.800 KW: l’impianto di refrigerazione era ad acqua in circuito sigillato.
Tutto il complesso era posto fra le stazioni di Salice Terme e Godiasco, collegato a quest’ultima località per mezzo di un apposito raccordo.
L’alimentazione primaria veniva derivata dalla rete ENEL, con uno specifico elettrodotto proveniente dalla Centrale di Tortona, recante energia alla tensione nominale di cinquantamila Volt e frequenza di quarantadue periodi.
Il filo di contatto era in rame, il cui diametro era pari a 11 millimetri, sostenuto da una fune portante in acciaio zincato avente un diametro di 9 mm.
La sospensione avveniva mediante catenaria contrappesata in linea: nelle stazioni e su parte dei raccordi industriali veniva adottata quella trasversale semplice, di origine tipicamente tranviaria. Il tutto era sostenuto da pali in ferro modellati a doppio “T” NP 220, mentre tralicci a sezione quadra servivano per i punti di ancoraggio. Nel complesso si contavano 871 pali.
La linea aerea era garantita contro cortocircuiti, sovraccarichi ed eventi accidentali da interruttori extrarapidi, scaricatori di tensione e sezionatori di linea e di stazione.
Il 31 luglio 1966 il treno compie il suo ultimo viaggio dopo trentacinque anni di servizio. A tarda sera il locomotore con a bordo alcuni passeggeri parte dal capolinea di Varzi e giunge a Voghera. Poi parte per il deposito. E’ la fine di una lunga, bellissima storia.

Note naturalistiche:
i boschi che circondano tutta la zona, sono tra i più belli di tutto l’Oltrepò; si possono osservare castagni secolari di grandi dimensioni di età approssimativa ai 500 anni, mentre le rocce delle Grotte, sono le arenarie del Monte Vallassa, rocce deposte in milioni di anni che rappresentano un libro da sfogliare e scoprire. Si possono infatti vedere i depositi e i fossili lasciati dal mare quando era tranquillo e i fini sedimenti che si depositavano lentamente nel fondale, oppure cosa trasportavano a riva le tremende tempeste che di tanto in tanto sconvolgevano la vita tranquilla degli organismi che popolavano la costa.

La Fauna:
Faina, Scoiattolo, Volpe, Tasso e Capriolo, seppur molto difficili da osservare direttamente, ci lasciano svariate tracce che testimoniano la loro presenza, mentre più facile è vedere o ascoltarne i canti ed i richiami, il Picchio rosso maggiore, il Picchio rosso minore, il Picchio verde, il Rampichino e poi lo Sparviero e la Poiana, il Fringuello e 4 specie di Cince (Cinciarella, Cinciallegra, Cincia Bigia e Cincia Mora), solo per citarne alcuni.
In alcuni tratti la presenza del Cinghiale è notevole, come testimoniano le numerose impronte sul terreno; la quantità di castagne ed il rifugio offerto dalla quasi inaccessibile gola scavata dal rio Semola, offrono infatti nutrimento e relativa sicurezza a questo ungulato, sopratutto nei mesi invernali.