Bene le verifiche tecniche e sportive, ottima anteprima gli shakedown. Gli equipaggi hanno cominciato a saggiare gli asfalti ogliastrini e cercheranno di dominarli domani.
Giornata intensa quella di oggi per i piloti al via della seconda prova della Ronde Rally d’Ogliastra. Dalla Piazza Girilonga a Lanusei salutata da una splendida giornata di sole, sono cominciate le verifiche sportive. La stessa piazza è stata scenario delle verifiche tecniche.
Ottimi i risultati degli shakedown nella statale 390, i piloti non si sono risparmiati. Altissima la percentuale degli equipaggi che hanno voluto testare le auto nella statale Lanusei -Loceri, davanti a un pubblico appassionato di oltre 2000 persone.
*** Idee per il capodanno 2012 Sardegna ?
Alle ore 18.30 nella stessa piazza si è tenuta la cerimonia di partenza. I piloti hanno attraversato in corteo Lanusei, Villagrande Strisaili, Arzana Elini e Ilbono. Alle 19 circa nella sala Biblioteca, diventata anche quartier generale della manifestazione, festa di benvenuto per i piloti e gli equipaggi. Domani, domenica 4 dicembre, alle 8.55 scatteranno le 4 prove speciali. La Ronde si concluderà alle 16.22 con l’arrivo dei piloti nella piazza Girilonga a Lanusei.
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3.12.11
20.3.11
La Sardegna non vuole le centrali nucleari
La Sardegna non vuole le centrali nucleari a dirlo è il preseidente della regione Cappellacci:
"La Sardegna non vuole le centrali nucleari. E’ una scelta consapevole, fondata su motivazioni forti e profonde, non certo sull’emozione suscitata dagli eventi avvenuti in Giappone. La nostra Isola ha imboccato con decisione un’altra strada: quella della green economy, delle energie rinnovabili, di un modello di sviluppo compatibile con il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico"
La Sardegna non vuole le centrali nucleari. E’ una scelta consapevole, fondata su motivazioni forti e profonde, non certo sull’emozione suscitata dagli eventi avvenuti in Giappone. La nostra Isola ha imboccato con decisione un’altra strada: quella della green economy, delle energie rinnovabili, di un modello di sviluppo compatibile con il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico. Inoltre, la Sardegna ha già pagato un forte tributo alla ragion di Stato, sacrificando ad essa alcuni dei suoi angoli più suggestivi. Abbiamo già dato e non intendiamo sopportare ulteriori privazioni. Anzi, poiché sono mutate le condizioni che in passato hanno permesso di far gravare (rpt gravare) sulla nostra terra servitù militari e pesi di altro tipo, la Sardegna chiede un ridimensionamento delle stesse. In terzo luogo non è accettabile che col pretesto di una presunta maggiore sicurezza, si pensi di rifilare ad altri le centrali nucleari. L’unica sicurezza che verrebbe maggiormente garantita in questo modo, infatti, sarebbe quella di chi si trova dall’altra parte del mare. La professoressa Hack - ha concluso Cappellacci - potrà spendere le sue argomentazioni scientifiche con i suoi vicini di casa. In Sardegna abbiamo già scelto.
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"La Sardegna non vuole le centrali nucleari. E’ una scelta consapevole, fondata su motivazioni forti e profonde, non certo sull’emozione suscitata dagli eventi avvenuti in Giappone. La nostra Isola ha imboccato con decisione un’altra strada: quella della green economy, delle energie rinnovabili, di un modello di sviluppo compatibile con il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico"
La Sardegna non vuole le centrali nucleari. E’ una scelta consapevole, fondata su motivazioni forti e profonde, non certo sull’emozione suscitata dagli eventi avvenuti in Giappone. La nostra Isola ha imboccato con decisione un’altra strada: quella della green economy, delle energie rinnovabili, di un modello di sviluppo compatibile con il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico. Inoltre, la Sardegna ha già pagato un forte tributo alla ragion di Stato, sacrificando ad essa alcuni dei suoi angoli più suggestivi. Abbiamo già dato e non intendiamo sopportare ulteriori privazioni. Anzi, poiché sono mutate le condizioni che in passato hanno permesso di far gravare (rpt gravare) sulla nostra terra servitù militari e pesi di altro tipo, la Sardegna chiede un ridimensionamento delle stesse. In terzo luogo non è accettabile che col pretesto di una presunta maggiore sicurezza, si pensi di rifilare ad altri le centrali nucleari. L’unica sicurezza che verrebbe maggiormente garantita in questo modo, infatti, sarebbe quella di chi si trova dall’altra parte del mare. La professoressa Hack - ha concluso Cappellacci - potrà spendere le sue argomentazioni scientifiche con i suoi vicini di casa. In Sardegna abbiamo già scelto.
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29.1.09
Balletto di Sardegna - Su muccadori de sa sposa
L’Asmed-Balletto di Sardegna, è lieto di annunciare la nuova direzione artistica di
GUIDO TUVERI
Per l’occasione sarà rappresentato
“Su muccadori de sa sposa”
Sabato 7 febbraio 2009
La Vetreria di Pirri (Cagliari)Ore 21
Su Muccadori de sa Sposa
Idea originale e regia: Guido Tuveri
Coreografie: Guido Tuveri in collaborazione con gli artisti Rossana Luisetti, Ignazio Nurra, Valentina Puddu
Chitarra solista: Giacomo Deiana
Cantante solista: Ignazio NurraScelte musicali: Ignazio Nurra, Guido Tuveri
Video: Valentino Usai
Costumi: Archivio costumi Tascusì, archivio costumi Arabesque, Elisabetta Corona
Tessitura primitiva della lana realizzata dalle donne del Parco Geominerario guidate da Daniela Ducato
Produzione: ASMED, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla CulturaSpettacolo realizzato con il contributo del Comune di Cagliari – Assessorato alla Cultura
Le vicende della storia d’amore tra due giovani, lo stupro di una giovane donna (la sposa), la solidarietà di altre donne (il tessuto sociale) si sviluppano sullo sfondo di una parte della nostra storia recente: la fine della seconda guerra mondiale la liberazione americana. La storia è ambientata tra le miniere di Montevecchio e Ingurtosu.
La varietà sonora, basata sulla musica sacra con alcuni inserti di brani contemporanei, è intercalata dalla voce di Ignazio Nurra che propone alcuni canti classici del repertorio sardo di compositori nuoresi. I riferimenti al dramma shakespeariano riportano lo spettatore indietro nel tempo e, contemporaneamente, lo pongono davanti al confronto tra passato e presente.
Durante lo spettacolo alcune donne di Iglesias e di Guspini guidate da Daniela Ducato creano con le loro mani e i loro corpi il “tessuto sociale” (il velo della sposa), impastando insieme fiocchi di lana di pecora sarda colorati con le terre del Parco Geominerario e con le erbe selvatiche, i frutti, gli ortaggi del Medio Campidano. La tessitura primitiva della lana di pecora riproduce condizioni tattili-sensoriali, sonore, simili a quelle percepite nell’utero materno. Senza fili, senza aghi, senza telai, gli spettatori vedranno nascere davanti ai loro occhi coperte e panni colorati destinati al corredo della sposa. I tessuti di miniera prodotti durante gli spettacoli, saranno esposti al Museo dei tessuti e della Moda di Parigi, al Museo Tama Art University di Tokyo e a Palazzo Pitti di Firenze. Successivamente verranno messi all’asta a favore dell’associazione Emergency.
INFO
Balletto di Sardegna
Traversa via della Pace, 2 – 09044 Quartucciu (CA)
Tel +39 070 8564987Fax +39 1786037764
info@ballettodisardegna.com
BALLETTO DI SARDEGNA
Prima compagnia di danza della Sardegna riconosciuta ufficialmente dalle Istituzioni, dal 1982 è riuscita a creare un repertorio originale puntando sempre sulla qualità e sulla diversificazione delle proposte che vanno dal neoclassico al contemporaneo, avvalendosi di coreografi e danzatori illustri della scena italiana e internazionale, tra cui Tere O'Connor, Phyllis Gutelius, Massimo Moricone, Françoise André, Robert North, Mauro Bigonzetti, Enrica Palmieri, Mario Piazza, Gabriella Borni, Dino Verga, Guido Tuveri. La compagnia è riuscita ad organizzare un circuito che, partendo da Cagliari, diffonde la cultura della danza su tutto il territorio sardo. Dal 2009, il Balletto di Sardegna, con la direzione di Guido Tuveri, sarà impegnato nella realizzazione di un progetto triennale sullo studio dei miti e delle leggende sarde: un percorso storico-culturale e sociale legato anche all’aspetto linguistico.
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